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TERRORISMO: DIR. CENTRO STUDI INTELLIGENCE, CON AL QAEDA TRATTATIVA IMPOSSIBILE. DENECE, VALIDA L'ANALISI DI JENKINS MA CON ALTRI GRUPPI IL DIALOGO PUO' FUNZIONARE

Paolo Levi, Parigi, 26 ott. - (Aki)

Con Al-Qaeda la trattativa non è possibile perché si tratta di un movimento che non chiede niente in cambio ma vuole solo annientarci: cosi' il direttore del Centro francese di ricerche sui servizi segreti (CF2R), Eric Denécé, commenta ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL l'analisi di Brian Michael Jenkins, uno dei massimi esperti mondiali di terrorismo, apparsa oggi su 'Il Messaggero'. "Sono assolutamente d'accordo con Jenkins: con Al-Qaeda la trattativa non è possibile perché quel movimento non chiede niente in cambio ma vuole solo annientarci o almeno farci lasciare per sempre il mondo arabo", ha detto Denécé sottolineando tuttavia che bisogna "distinguere chiaramente" tra terrorismo di matrice islamica e altre forme di terrorismo minori, come quelle nazionali.

"Non credo - ha precisato - che si possa dire che in Irlanda del nord le discussioni con i terroristi siano state inutili. E' vero che in Spagna la situazione è diversa ma in Francia, ad esempio, i contatti con i terroristi corsi hanno sortito effetti positivi. Non si può generalizzare, la situazione è piuttosto complessa e dipende dai diversi contesti". Per l'ex-agente dei servizi segreti transalpini, ad esempio, "quando ci si confronta con i palestinesi, l'Iran, i baschi, o altri movimenti, avere un canale di comunicazione aperto è molto importante. Anche se non avrà un impatto diretto sulla risoluzione delle questioni politiche - ha precisato - permetterà almeno di ottenere informazioni utili. Non sono unpartigiano della trattativa, ma dico che in certe situazioni è sciocco bloccare il dialogo".

Commentando la tesi di Jenkins secondo cui le barriere poste all'avanzamento socio-economico degli immigrati in Europa hanno prodotto una vera e propria "sottoclasse alienata" pronta a colpire, Denécé si è mostrato più scettico. "Non sono d'accordo con questo modo di vedere le cose, quella della sottoclasse alienata è una visione molto americana. Trovo che sia riduttiva e caricaturale. Il problema del terrorismo in Europa - ha spiegato ancora il direttore del CF2R - non è legato solo a individui provenienti dall'immigrazione.: nelle nostre società europee, in Francia, in Belgio, in Italia ci sono certamente dei problemi ma che toccano sia i nazionali sia gli immigrati e questi non passano sempre all'azione violenta". Si tratta, ha aggiunto ancora, di "una visione deformata. Credo piuttosto che nel mondo ci sia un'ideologia islamica che sta crescendo e che corrisponde ad un vuoto spirituale. Ci sono molti giovani che cercano una causa per vivere e per cui battersi e la trovano nell'islamismo. Sicuramente gran parte dei terroristi provengono da ambienti sfavoriti ma non è solo l'aspetto socio-economico che gli spinge a colpire. E' un fattore tra tanti altri. Ridurre tutto a una tale visione corrisponde a fare un'analisi molto sommaria del modo in cui si stanno svolgendo le cose". L'ex agente segreto ha quindi insistito sull'importanza di fattori come "l'indottrinamento che viene fatto in alcune moschee, anche tra persone che hanno fatto studi superiori, o alla stessa evoluzione della politica internazionale: anche la situazione in Iran o in Iraq incoraggia il terrorismo. Non sono solo i problemi economici delle periferie di Parigi, Londra o New York". E sull'affermazione di Jenkins secondo cui l'estremismo islamico rimane ancora, tutto sommato, un fenomeno piuttosto limitato, con meno di 100 attentatori suicidi coinvolti negli attentati su 1,2 miliardi di musulmani, Denécé si è trovato in totale sintonia. "Jenkins ha ragione. Si tratta di un'infima proporzione del mondo musulmano che oggi è attratta dall'estremismo e dal passaggio all'atto terrorista". Tuttavia, ha avvertito il francese, "questo non significa che non ci troviamo davanti ad un pericolo durevole". Per Denécé, infatti, "almeno fino a quando il mondo arabo non avrà risolto i suoi problemi interni, ci sarà sempre una minoranza di islamisti radicali impegnato a perpetrare attacchi e a cercare di conquistare il potere. Anche se sono poco numerosi - ha concluso - sono abbastanza per continuare a guastare le feste alla comunità internazionale. E questo ancora per almeno 100-150 anni".

(Pal/AKI) 26-OTT-07 18:55


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